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Pur con centri abitati posti a notevoli
altezze, il paesaggio della Baronia di Vico è caratterizzato da
declivi dolci. E’ il risultato della levigatura delle epoche
glaciali su un terreno prevalentemente argilloso, che ha originato
un paesaggio caratteristico che offre la visione di profondi
panorami e orizzonti. Ancor più caratteristici sono i “calanchi”,
profondi solchi contigui, soprattutto nelle zone rivolte a sud e
quindi più soggette all’insolazione, che danno la sensazione d’un
susseguirsi di brulle piramidi naturali che si stagliano sul verde
pianeggiante.
Il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela,
legato alla transumanza delle greggi, è all’origine degli
insediamenti dell’uomo nella zona. Ramo del Regio Tratturo è il
Tratturello, segnato da masserie del XVI secolo e dal sito
archeologico “Tresportelle”. La Via Æmilia è un percorso che
interessa il territorio. La Via Appia si dirigeva a Trevico, dove
giungeva anche la Via Aurelia Æclanensis. La Via Herculia ricalcava
il Tratturo per interessare il territorio della Baronia, così come
la Via Traiana, realizzata il 110 d. C. per collegare Roma
all’Oriente. Un tracciato storico è la “Via Regia per le Puglie” tra
Napoli e l’Adriatico realizzato a partire dal Medio Evo, ed in
funzione fi no ad oggi.
Il territorio, agricolo e pastorale,
ospita specie, allevate, bovine, caprine e ovine (di queste ultime
ha costituito per secoli zona di transumanza attraverso il Regio
Tratturo che collegava la Puglia all’Abruzzo). Le specie selvatiche
comprendono volpi, lupi, gatti selvatici, tassi, ricci, faine,
cinghiali, rapaci (nibbio reale, falco, astore), starne, averle,
albanelle, colombacci, beccacce, fagiani, saettoni, biacchi,
coronelle, rane, raganelle, ululoni a ventre giallo e tritoni
crestati, oltre a uccelli migratori in transito, che hanno trovato
l’ideale habitat.
Area ceralicola fi n dall’età antica, il
territorio della Baronia di Vico è sfruttato per l’agricoltura e per
la pastorizia, presentando, quindi, la fl ora coltivata e spontanea
tipiche di queste attività dell’uomo. Tra le specie caratteristiche,
anche il luppolo e il mais. Specie spontanee, o introdotte ma
consolidatesi fi no ad essere spontanee, lecci, roverelle, cerri,
ornielli, carpini, castagni, faggi, salici, agrifogli, praterie
d’alta quota, erbe aromatiche e orchidee. |