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IMMAGINE INTEGRATA DEL PROGETTO
Il territorio oggi deve comunicare per rendere visibile verso
l’esterno e condivisibile al proprio interno “ciò che è, ciò che sa
fare, le sue qualità, il suo valore”.
La comunicazione deve essere in grado di accrescere la trasparenza.
Ciò significa considerare la comunicazione quale conseguenza di una
strategia di posizionamento, collegata ad altre decisioni e processi
strategici. In un’ottica di comunicazione, il territorio comunica
per ottenere credibilità strategica e reddituale, fiducia,
legittimazione – ossia essere sempre più rispondente alle attese dei
suoi interlocutori – ma anche per essere efficace nel soddisfare i
bisogni differenziati e multiformi degli interlocutori o pubblici di
riferimento, ed efficiente, nell’essere maggiormente corrispondente
alle aspettative di chi controlla e/o fornisce risorse e, non
ultimo, per avere apprezzamento emotivo, inteso come capacità di
suscitare adesione emozionale.
Attraverso la comunicazione si può realizzare un’immagine che
attribuisca valore alle componenti del territorio, perché ne
migliora il grado e la qualità della percezione che il mercato,
interno o esterno, ha di queste componenti. L’importanza del
“patrimonio d’immagine” ha rilevanza nella misura in cui è effettivo
e ha impatto sul modo in cui le caratteristiche del territorio sono
valutate dai diversi target.
Lo sviluppo dell’immagine di un territorio è ottenuto attraverso una
comunicazione finalizzata, in primo luogo, a rendere esplicito e a
diffondere lo “spirito del luogo”, ossia la vision dello stesso.
Quest’ultimo rappresenta la modalità intangibile attraverso cui si
esprime la vocazione del luogo.
Esso è risultato di una sedimentazione storica di fattori tangibili
che si sono manifestati nel tempo nell’area, ed è ancora il
risultato della dinamica di sviluppo locale attuato dalle autorità
di governo e dai vari soggetti coinvolti.
La comunicazione non può creare lo spirito del luogo, il suo compito
è di rendere massima la percezione di tale spirito all’interno e
all’esterno del luogo, di mettere in evidenza gli aspetti
maggiormente coerenti con il posizionamento strategico prescelto.
Esiste una gerarchia di effetti che la comunicazione può determinare
e su cui è necessario incidere in una logica di comunicazione
territoriale. Il modello della gerarchizzazione degli effetti della
comunicazione si compone delle sottostanti tre dimensioni:
-Dimensione conoscitiva;
-Dimensione affettiva o delle preferenze;
-Dimensione comportamentale.
Incidere su ciascuno di tali differenti momenti vuol dire definire
gli obiettivi che, in termini di comunicazione, consentono il
passaggio da uno stadio di non conoscenza (o conoscenza
superficiale) del luogo a uno di conoscenza e/o riconoscimento dello
stesso, per giungere all’adesione, preludio di un comportamento
positivo nei confronti del territorio e, quindi, dell’azione o
dell’acquisto del luogo o di alcune sue componenti.
Si può quindi affermare che far conoscere un luogo attraverso la
comunicazione territoriale vuol dire trasferire un insieme di
informazioni su elementi tangibili e intangibili che caratterizzano
l’offerta territoriale.
Naturalmente per definire un corretto processo di comunicazione
territoriale non si può prescindere dal livello di conoscenza e
familiarità che il pubblico possiede del luogo che si vuole
comunicare.
Ciò significa conoscere e comprendere a fondo le percezioni che i
target di riferimento possiedono del luogo, al fine di progettare un
intervento efficace per “far riconoscere” il territorio nel modo più
consono sia in termini d’offerta sia di domanda territoriale.
Le modalità comunicative attraverso cui tali contenuti si realizzano
possono essere sia di natura informativa sia emozionale, molto
dipende da caratteristiche del target e strumenti utilizzati.
Nel nostro progetto nell’affrontare gli studi sull’immagine verranno
identificate tre componenti di base.
La prima, definita componente identificativa, si riferisce ai
caratteri distinti di un territorio, fondamentali appunto per la sua
identificazione (nome, colori, lettering e così via).
La seconda componente, definita, valutativa, è invece legata alle
valenze funzionali o simboliche che il progetto ascrive al
territorio.
La terza, infine, è l’affidabilità in senso lato, intesa quale
probabilità di evento che le persone associano alle performance
attese dai prodotti o dai servizi di un dato territorio.
DESCRIZIONE DEL CONTESTO DI RIFERIMENTO NEI SUOI VARI ASPETTI
Il territorio della Comunità Montana dell’Ufita ha il privilegio di
essere compreso nella grande viabilità degli antichi Romani: a nord
si dipanava l’Appia Traiana e a sud l’Appia “Regina Viarum”. Queste,
a loro volta, erano intersecate da altre strade che da nord andavano
verso sud sul crinale dell’appennino. Ancora oggi sono visibili le
tracce di antichissime frequentazioni sia di epoca preistorica ( la
Starza , nel territorio di Ariano Irpina), sia di epoca sannita (nel
territorio di Casalbore, Carife, Flumeri), sia di epoca romana (nel
territorio di Ariano irpino, Flumeri, Carife, Trevico), sia di epoca
medioevale (Zungoli, Ariano Irpino, San Sossio Baronia, Frigento,
Savignano Irpino, Greci).
E’ sufficiente leggere la Vª satira di Orazio, che descrive il suo
viaggio da Roma a Brindisi, oppure le cronache del XII secolo, che
descrivono le “Assise” tenute da Ruggiero II il normanno in queste
terre. Ma non è solo la storia, passata o recente, che può
invogliare a visitare e conoscere queste terre. Il paesaggio,
variegato ed ondulato, si presenta ancora nella sua incontaminata
bellezza.
Geologicamente il territorio è costituito prevalentemente da terreni
di natura argillosa o a componente argillosa con affioramenti
rocciosi calcarei, vi sono pure formazioni sabbiose-arenacee. L’area
è solcata da corsi d’acqua di piccola e media portata ed è ricca di
falde acquifere non sufficientemente sfruttate. Il clima mite,
tipico dell’Appennino meridionale, è caratterizzato da inverni
lunghi e rigidi con nevicate abbondanti sulle alture e da stagioni
primaverili-estive fresche e piacevoli.
La tenuità della produzione alimentare, la cucina e l’ottima fattura
dei prodotti artigianali sono ancora punto di riferimento delle aree
interne della Campania. Di particolare interesse sono le tradizioni
popolari e folkloristiche che si ripetono nei vari mesi dell’anno.
Il territorio è prevalentemente collinare e presenta ancora spiccata
ruralità. Tra le produzioni del territorio un prodotto di punta è,
senza dubbio, l’olio extravergine di oliva, del quale è in corso il
riconoscimento di Denominazione di Origine Controllata (D.O.C), che
in questa zona raggiunge eccellenti livelli produttivi.
In tutto il territorio dell’Ufita è diffuso la lavorazione del ferro
battuto, di legno, di cesti e di vimini. Ad Ariano Irpino, in
particolare, si lavorano maiolica e ceramica, pietre e marmi, si
costruiscono botti in legno, vetrate artistiche, confezioni in
pelle. A Zungoli ed in altri paesi si lavorano pizzi e merletti.
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