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RIEQUILIBRIO TRA FASCIA COSTIERA ED AREE INTERNE
In Campania, il turismo (inteso con le sue varie tipologie) è il
settore più importante dell’economia regionale, ma vi si riscontra
uno squilibrio marcato tra le aree costiere ed interne. Le soluzioni
per il riequilibrio dello sviluppo tra la fascia costiera e le aree
interne della Campania possono tra l’altro essere ravvisate in due
punti essenziali:
- una diversificazione dell’offerta turistica, valorizzando le zone
interne e le numerose risorse artistiche e culturali per superare la
stagionalità dei flussi turistici e l’esclusività di un turismo
incentrato sulla balneazione;
-una riscoperta della natura, dell’ambiente e soprattutto dei valori
produttivi dei beni culturali, monumentali, storici ed archeologici
cui affiancare produzioni caratteristiche, agricole, artigianali,
industriali che implicano una stretta interdipendenza con il
turismo.
Il nodo centrale per determinare le condizioni di una ripresa e del
successivo sviluppo culturale e turistico è rappresentato dal
superamento della stagionalità. Le attrattive turistiche della
regione sono tante e tali da costituire un condensato del patrimonio
italiano. La Campania potrà e dovrà prendere coscienza per sfruttare
in maniera razionale le proprie risorse naturali, valorizzandole con
una mentalità aziendale ed imprenditoriale più dinamica e
consapevolmente che il turista va considerato un bene prezioso ed
insostituibile per l’economia del territorio. Ancora tante sono le
risorse da svelare e valorizzare in Campania.
N’è l’esempio l’Irpinia dalle lussureggianti ed accoglienti alture e
valli, delle piccole località distribuite su tutto il territorio.
Da un’analisi urbanistico-architettonica ed attraverso ricostruzioni
storiche, ne deriva che la presenza di particolari condizioni
economiche e sociali fanno di questi insediamenti oggetto
interessante di studio ed analisi. Tali centri conservano una loro
vivacità e costituiscono un UNICUM sociale a testimonianza di un
tipo di comunità con un caratteristico sistema di vincoli sociali e
rapporti economici che resiste da secoli e che va assumendo
connotazioni diverse in ordine ai cambiamenti sociali.
Queste località non sono paesi fuori del mondo.
Si tratta invece di realtà dinamiche, ricche di quella vita sociale,
che tre la sua forza proprio dall’amore quasi viscerale che lega gli
uomini alla loro terra. Questi luoghi raccontano una storia lunga
quanto la storia dell’uomo con testimonianze artistiche e
letterarie. La caratteristica di questi centri è che conservano una
dimensione umana e di vivibilità.
Fino a qualche tempo fa questi centri erano emarginati dai flussi di
traffico per l’inadeguatezza delle vie di comunicazione con il
conseguente isolamento, chiusi in un rigido immobilismo economico,
ancorati ad antiche tradizioni, attività, costumi.
Attraverso iniziative di salvaguardia e recupero dei centri urbani
minori e del loro patrimonio culturale, il turismo culturale
riferito a questi centri minori, rappresenta un vasto segmento di
domanda. Tale tipologia offre vantaggi sia di natura economica che
sociale perché da un alto, concorre a superare la stagionalità delle
vacanze, e dell’altro, agevola anche la crescita dei centri storici
minori.
Il bene culturale è considerato sempre più risorsa economica, in
grado di generare profitti.
Di attirare investimenti privati, di stimolare la nascita di
attività imprenditoriale a monte ed a valle della fruizione. In
questa prospettiva, la realizzazione di un distretto culturale può
rappresentare per molte realtà locali, pubbliche e private,
un’ottima opportunità di sviluppo culturale, turistico ed
imprenditoriale promovendo l’avvio di nuove iniziative finalizzate
ad assicurare una fruizione diversificata del territorio.
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