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VERDI AUTOSTRADE D'ALTRI TEMPI

Quando si pensa alle zone interne, collinari o montane, di qualsiasi territorio o provincia italiana, lontane dalle rotte marittime e costiere, segnate dai grandi traffici commerciali e dagli scambi culturali, l’allusione al loro chiuso isolamento appare quasi scontato.

 

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, l’intero territorio compreso nella valle dell’Ufita, situato nell’entroterra dell’Irpinia, fin dalla più remota antichità, è stato solcato da importanti e nodali assi viari tra il Tirreno e l’Adriatico, il Nord e il Sud della dorsale appenninica, vero e proprio reticolo, dapprima, di  direttrici naturali della transumanza dei greggi, in seguito, di vie consolari romane definitivamente assurte al rango di strade con angioini, aragonesi e borboni. In tempi attuali, a conferma della strategica configurazione preistorica delle vie naturali, le moderne autostrade e le statali ricalcano il percorso, tracciato dai nostri antenati.

 

L’antica cultura pastorale della transumanza, basata sugli spostamenti periodici ed alternati dei greggi tra diverse regioni, tra pianura e montagna, il cui centro corrispondeva alla regione appuro-sannitica (attuali Abruzzo, Molise, Campania, Puglia) sulle nostre terre ha segnato una rete di sentieri, i tratturi, larghi percorsi erbosi, cui si affiancavano i tracciati secondari, tratturelli e bracci, sui quali si trovavano tratti più estesi per la sosta degli animali. Il territorio del’Ufita, è attraversato dal Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, detto anche via della lana, che toccava i Comuni di Casalbore, Montecalvo Irpino, Ariano Irpino, Villanova del Battista e Pungoli e percorso da alcune vie di diramazione, come il tratturello Camporeale-Foggia, che confluiva con la Via Traiana , presso Greci in direzione Faeto (FG), dive è ancora visibile ed abitata la Masseria Tre Fontane, adibita a stazione di posta.

 

Oggi, purtroppo, l’antico percorso del Tratturo non è quasi più riconoscibile sul terreno, a causa della sua progressiva erosione da parte di boschi, coltivazioni, case e strade. Ai giorni nostri, le rare greggi transumanti viaggiano in camion sulle strade asfaltate. Ma le antiche vie, anche quelle romane di età imperiale, l’Appia, la Traiana , l’Aurelia Aeclanus, l’Herculia e in età moderna la via regia delle Puglie, e le loro diramazioni di collegamento hanno segnato, in epoche diverse, il territorio delle valli dell’Ufita, del Misciano e del Cervaro: lungo i loro tracciati si trova scritta gran parte della nostra storia. Questi antichi itinerari si prestano, oggi, ad essere valorizzati come percorsi turistici, pieni di fascino e suggestione, sulle orme della cultura dei nostri progenitori.