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I PUNTI DI FORZA DELL’ORTO
Coltivare la terra, si sa, mantiene
giovani.
La conferma arriva, tra l’altro, da
studiosi di geriatria. L’orto non solo aiuta le
persone anziane a sentirsi attive, ma aumenta
anche le loro difese immunitarie, rallenta il
declino psicofisico e regolarizza il ciclo
veglia-sonno. Pertanto la gestione di un orto è
cosa salutare, garantisce vita all’aria aperta,
attività motoria, occasione di aggregazione e di
soddisfazione.
Per alcuni tutto ciò può anche
rappresentare un recupero culturale delle radici,
spesso rimaste legate agli ambienti rurali dei
natali o della gioventù.
Un’indagine dell’Istat ha rilevato che
oltre il 50% degli anziani ha una grande passione
per il giardinaggio. Quindi, si conferma l’idea
che gli orti stanno assumendo un significato
centrale ed essenziale per ricucire il rapporto
tra giovani – anziani – ambiente: rappresentano
una sorta di laboratori all’aperto per la scuola,
in cui favorire anche lo scambio
intergenerazionale tra nonni, genitori e bambini.
Del resto già ai
tempi di Edmondo De Amicis tra istruzione e orti
c’era un rapporto inossidabile.
“…agli insegnanti
appartengono cinque orti minuscoli, chiusi nel
muro di cinta del cortile, e coltivayi dal
bidello, che tiene per sé i legumi e da alò primo
piano le gragole e i fiori …”,
scriveva l’autore ottocentesco di Oneglia.
Ad esempio ad Alessandria, s’è addirittura
formato un club composto da 180 pensionati che
gestiscono gli orti e, a turno, invitano i bambini
degli asili per dimostrar loro che le patate non
crescono sugli alberi e le fragole si raccolgono
una per una. Lavorare la terra, anche per un
giovane, significa stimolare il suo spirito
creativo e l’osservazione, comprendendo anche i
meccanismi che regolano i cicli naturali.
Tale tipo di esperienza, favorisce il
rispetto dell’ambiente, la natura e i suoi ritmi,
la riscoperta dei tempi biologici, l’arricchimento
delle conoscenze relativamente alla vita di piante
e animali, un nuovo modo per valorizzare e
salvaguardare gli spazi verdi di un paese. |