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    Slow Food Italia
 


 

 

OBIETTIVI

L'orto scolastico introduce sul territorio una didattica multidisciplinare in cui la scuola con i suoi spazi e il suo orto diventa il fulcro dell’attività culturale e sociale.

 

Si recuperano i saperi legati alla vita contadina, alle stagionalità, ai tempi della natura, alla conoscenza delle varietà colturali del territorio e dei metodi di produzione agricola.

Si generano scambi culturali tra i nonni (anziani) e i nipoti (allievi), si contrasta l’emarginazione e il disagio sociale, si promuovono forme di socializzazione verso la cittadinanza attiva, si coinvolgono i giovani e i giovanissimi in attività che rafforzano la motivazione e la partecipazione alla vita del territorio agricolo, cercando di valorizzare l’attività -  principe - , offerta dal territorio  - l’agricoltura -.

 

Si recupera il sapere – ormai non più trasmesso da diverse generazioni, legato alla terra, dato da un rapporto corretto con la stagionalità, dal rispetto dei tempi della natura, dalla conoscenza dei metodi di coltivazione e delle varietà colturali.

Il progetto condiviso da diverse entità locali (cfr. protocollo di intesa), crea e rafforza la rete delle collaborazioni territoriali in aree carenti di infrastrutture sociali e di luoghi di aggregazione.

 

L’orto, diventerà il luogo principale di aggregazione del territorio.

Inoltre, con il progetto, si impara a leggere la realtà come un insieme di fenomeni percepiti attraverso i sensi, si accrescere la propria memoria sensoriale e la capacità di percezione, si impara a leggere la realtà e le sue problematicità attraverso il confronto con gli altri, accrescendo la propria capacità di collaborazione e occasione di incontro e di scambio con artigiani, produttori, chef; coinvolge attivamente i genitori, i nonni, il paese.

Si realizzerà il menù scolastico da utilizzare all’interno della mensa scolastica.

 

OBIETTIVO EDUCATIVO:

- maturare la consapevolezza che l’alimentazione è un

  fatto culturale, il cui significato trascende sempre

  l’aspetto nutrizionale;

- acquisire l’idea che la produzione del cibo, in

  quanto attività non secondaria della vita umana,

  non è e non può essere dequalificante;

- educare alla curiosità e superare prevenzioni e

  pregiudizi alimentari consolidati;

- imparare a discriminare, a comparare, a valutare e a

  scegliere in autonomia gli alimenti;

 

OBIETTIVO COGNITIVO – DIDATTICO

- imparare a leggere la realtà come un insieme di

  fenomeni percepiti attraverso i sensi;

- sapere apprezzare il profumo, il gusto, l’aspetto, la

  consistenza e la palatabilità, quali componenti

  essenziali del gradimento di un cibo;

- imparare a leggere i cibi, dal semplice al complesso e

  viceversa, secondo una grammatica e una sintassi

  precise e identificabili;

- riconoscere che ogni piatto tipico è il frutto di una

  stratificazione culturale che si è protratta nel

  tempo: non nasce dal niente e non è destinato a

  scomparire improvvisamente;

- accrescere, attraverso l’esame organolettico, la

  propria memoria sensoriale e approfondire la

  conoscenza di un lessico inerente.

- produrre semplici preparati alimentari, manipolando

  materie prime;

- prendere coscienza del modello alimentare del

  proprio territorio;

- conoscere modelli alimentari diversi dal proprio;

- prendere confidenza con alcune tecniche di

  registrazione e di classificazione dei dati;

- imparare a problemattizzare i propri apprendimenti,

  formulando ipotesi e verificandole, all’interno delle

  procedure del metodo sperimentale;

- dedicare momenti all’accoglienza e alla

  socializzazione;

- costruire relazioni positive.

 

OBIETTIVO NON COGNITIVO

- trarre piacere dagli stimoli offerti dal cibo e reagire

  positivamente a situazioni operative non autoritarie

  e tendenzialmente gratificanti;

- incentivare l’iniziativa personale, la formulazione di

  opinioni e la promozione di giudizi indipendenti;

- stimolare lo spirito di collaborazione e di emulazione

  positiva attraverso il lavoro in piccolo o grande

  gruppo;

- attivare con la presenza di esperti, il pasticciere, il

  cuoco, l’artigiano, il nonno, il contadino, una

  pluralità di rapporti che desti e tenga viva la

  curiosità nei confronti della realtà circostante;

- acquisire, attraverso la manipolazione degli alimenti,

  degli utensili e degli strumenti necessari per

  prepararli, una maggiore capacità di controllo dei

  movimenti nello spazio e della motricità fine;

- aumentare la fiducia nelle proprie capacità di

  progettazione, di sperimentazione e di produzione;

- migliorare le capacità di discriminazione sensoriale.

 

 

 












































 

 

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      di Salvatore Salvatore

 

 

"…perché un approccio consapevole al cibo è un atteggiamento complessivo di fronte alla vita, proprio di chi non nega il piacere ma lo coltiva, di chi instaura intensi rapporti con la radice delle cose, di chi riconosce l’importanza della cultura materiale e della convivialità..."

C.Petrini

 
 

 

 

 
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